Trainspotting 2: nuova vita al film cult del 1996

Se non hai mai visto Trainspotting, potrebbe essere un ottimo momento per rimediare a questa grave mancanza. Si tratta di una delle pellicole migliori e più celebri riguardanti il tema della dipendenza dalle droghe, in particolare nel film si tratta dell’eroina. Chi lo ha visto non può scordare i volti, le battute ed i caratteri dei protagonisti: Rent, Spud, Tommy, Begbie e, soprattutto, Sick Boy; e poi il folgorante, stupefacente inizio.

La partita per il successore, Trainspotting 2, non è semplice. Trova di fronte a se un predecessore ingombrante, il cui nome reclama e pretende un film di altissimo livello. Riuscirà Trainspotting 2 in questa battaglia?

Recensione film T2 Trainspotting

Si torna in Scozia. Rent torna a casa, e ad attenderlo ci sono tutti gli amici che lo hanno atteso finora: non solo Spud, Begbie e Sick Boy; ma anche le vecchie partite di calcio, da guardare rigorosamente in mutande e calze di spugna; le serate fuori in discoteca; i rapporti occasionali e la ragione per cui “non si sceglie la vita”: l’eroina. Oltre agli attori, chi è rimasto invariato è il regista: Danny Boyle.

Soffermarsi sul regista è importante, perché ha impiegato 10 anni a realizzare il canovaccio della pellicola, e altri 10 per completarlo e rifinirlo. Danny Boyle ha dichiarato:

Non volevo rovinare il mito, ecco perché ho atteso tanto.

E questo certo a ragion veduta. Trainspotting è stato il manifesto di una generazione e di una cultura, della cultura britannica degli anni ’90. Naturalmente non di quella mainstream, è ovvio, ma della cultura controcorrente, quella che non si preoccupava dei beni e degli agi, e che preferiva vivere ai margini della società, ma libero dal concetto del “Dio Denaro”. Una sorta di film girato in una Camden Town fatta a nazione in Scozia. Oggi cosa è lecito aspettarsi? Che al centro siano stati posti i social network. Lo schermo importante non è più quello del mega televisore del cazzo, bensi quello del (licenza poetica) super smartphone del cazzo.

Questo è ciò che è emerso dalla presentazione della pellicola ad Edimburgo, dove regista ed attori protagonisti erano presenti. Pare che l’atmosfera fosse positiva, e che ci sia stato grande entusiasmo da parte dei fan e dei protagonisti stessi del cast. Gli attori hanno infatti dichiarato che Trainspotting 2 è stata l’occasione che aspettavano per ritrovarsi, per stare tra amici, e per riportare sullo schermo, aggiungo io, un grande film. Intanto è arrivato il primo parere positivo, e da un “recensore” davvero di rilievo: Irvin Welsh. Chi? Welsh, ovvero lo scrittore di Porno, il romanzo alla base di Trainspotting 2. Non solo, Welsh è anche autore del romanzo su cui è basato il primo film, ed entrambi si chiamano Trainspotting. Il risultato pare averlo soddisfatto abbastanza, ed infatti ha affermato che questo secondo capitolo è più aderente al libro rispetto al primo. Questa certo è un’ottima cosa, o almeno lo spero. Perché? Perché è celebre il caso di Shining, il film ispirato al romanzo di Stephen King. In quel caso, infatti, l’autore ha pesantemente criticato la pellicola, per quanto il risultato cinematografico ottenuto da Kubrick e Nicholson fosse eccelso; mentre ha promosso Cell, di cui ho già parlato in un precedente articolo, pellicola di cui ha curato la sceneggiatura, dove invece il risultato non è un granché, per quanto il film sia molto vicino al libro ( e per forza, sceneggiatura e romanzo hanno lo stesso autore!)

Sei in attesa di Trainspotting 2 come me? Beh, sappi che, in Italia, Trainspotting 2 arriverà il 23 febbraio, e sarà, spero, l’occasione per rivivere nuovamente al cinema l’emozione di un grande classico.

alessandrodandrea