Sing: Recensione del film per chi ama cantare!

Sing è un film pensato, creato e studiato per chi ama cantare. Le canzoni sono la vera colonna portante di questo cartone animato, l’essenza di un film che non brilla per qualità dell’animazione o trama, tutto sommato già vista, ma che ti farà cantare a squarciagola. In Pets avevamo visto come passano il tempo gli animali, ora è il tempo di vedere come si esibiscono su un palco!

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La storia di Sing inizia con una gara musicale, una competizione pensata per rilanciare un teatro sulla soglia del fallimento. Al centro della vicenda Buster Moon, koala con il piglio imprenditoriale, che escogita la gara per un motivo molto semplice: salvare il teatro che il padre gli ha affidato, dopo averlo comprato con i risparmi ed i guadagni di una vita. Le selezioni portano alla ribalta artisti improbabili, normali signori nessuno che hanno finalmente l’occasione che aspettano da una vita. Non sono professionisti del mondo della musica o dello spettacolo, ma hanno molto più entusiasmo ed espressività dei cantanti professionisti. Infondono nella propria musica la propria anima e la propria voglia di rivincità, sintomo di una trama profondamente legata al sogno americano di riscatto e rivincita, ed ecco spiegato il perché ho parlato di trama “già vista”. Come in tutti i talent, emergono anche esaltati e “incompresi”, simpatiche macchiette immancabili in questi format.

La gara punta naturalmente a premiare il più bravo, e fossi stato nel giudice, sarei stato veramente in difficoltà, perché i successoni portati dai cantanti rappresentano la grande musica: ci sono My WayBamboleo, ma anche grandi interpreti della scena internazionale attuale come Katy Perry, Taylor Swift o Carly Rae Jepsen. La musica la fa quindi da padrona, ma è l’unica parte positiva della pellicola?

No, certo che no. Per quanto la trama sia scontataSing intriga con dialoghi misurati, azzeccati, e con un’ironia ed una simpatia puntuale, mai banale. Certo non ci si scompiscia dalle risate, ma una risatina tra i denti, e tanti tanti sorrisi li strappa eccome, rendendolo un film simpatico, gradevole e scorrevole. Per fare un paragone: Ti ricordi l’ironia volgare e sboccacciata di Sausage Party? Ecco, nulla di tutto ciò.

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La regia di Sing è curata da Garth Jennings. Se sei appassionato di cinema fantascientifico e di commedie, il nome del regista ti suggerirà la “Guida galattica per autostoppisti“, film ironico e fantascientifico del 2005. La Guida galattica per autostoppisti non era andata male come incasso, ma Sing sta andando decisamente meglio! Il film è infatti costato 75 milioni di dollari, e ad oggi ne ha incassati poco più di 360 milioni, rendendo manifesto a critica e pubblico che la formula funziona. Vero, la trama è scontata, già vista, ma questa analisi non tiene conto del pubblico di riferimento di Sing: i bambini. Se una trama è scontata o già vista, lo possono solamente decretare gli adulti, i genitori in questo caso. Per i genitori, però, bastano i classici della musica e la simpatia dei personaggi a far passare in secondo piano la trama banale, mentre i bimbi non possono sapere se una trama sia stantia o meno. Ecco perchè Sing funziona: riesce a parlare sia ai piccoli, sia ai genitori, e con elementi e linguaggi diversi. Ai piccoli, con la forza del cartone e della novità, ai grandi con la gradevolezza e la simpatica compostezza dei dialoghi e dei personaggi, oltre che con i successoni discografici del passato. Se intendi passare al cinema una bella serata con la famiglia, Sing è di certo un’ottima scelta.

Hai visto Sing? Ti è piaciuto? Dimmelo qui nei commenti!

Ascolta il podcast della puntata andato in onda su Radio Budrio:

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