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Sausage Party – Una salsiccia sopra le righe

Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia è un cartone animato per grandi, un cartone uscito ad Agosto negli USA, e mentre la data di uscita in Italia è stata il 31 ottobre. La storia è quanto mai curiosa, e ad animarla sono diversi alimenti che hanno casa in un supermercato. Elemento curioso è che, nonostante sia un cartone animato, l’età minima per entrare in sala ad assistere ad una proiezione di Sausage Party è di 14 anni. Perché? Di che parla?

Sausage Party - Alessandro D'Andrea

Protagonisti sono alcuni wurstel ed il loro capo e sodale, Frank, che vogliono uscire dal supermercato ed arrivare a casa della gente. Stanno male al supermercato? No, per nulla; ma c’è un Grande Oltre, un Paradiso, i Campi Elisi ad attenderli. Fuori dal supermercato c’è dunque un luogo di beatitudine e gioia, un moderno Walhalla, e compito di ogni buon alimento è essere fresco, splendente e teso al pubblico.

Insomma, il desiderio di ogni cibo è di essere scelto e portato a casa, ma cosa succede davvero a casa? In cosa consiste, di preciso, il Grande Oltre? In realtà questo nessuno lo sa, perché nessuno è mai stato li. Nessuno, meno un vasetto di mostarda dolce che, come una Cassandra del reparto salse, racconta gli orrori e le verità del Grande Oltre. I cibi apriranno gli occhi? Gli alimenti scapperanno e, soprattutto, riusciranno a sopravvivere ai mostri umani?

Dalle origini a Sausage Party

Il genere “cartone per grandi” nasce qualche anno fa, ventinove, ad essere precisi, con una famiglia tutta gialla e con 4 dita, chiamata famiglia Simpson. Da quel momento, tanti sono i cartoni e le serie animate che sono nate in questo contesto, ed alcune hanno preso piede, come I Griffin, o ancora la campionessa delle serie animate per grandi: South Park. Non solo serie TV, ma anche cinema: lo stesso creatore dei Griffin ha dato vita a Ted, un orsacchiotto volgare e non proprio affidabile, dedito all’alcool, agli stupefacenti e alle belle donne.

Sausage Party ricade pienamente in questa categoria, andando ad unire buffi ed accurati disegni ad un umorismo spinto e spicciolo, che ritrae tutti i vizi e le decadenze umane. I richiami a film, persone, fatti e stereotipi sono moltissimi, in perfetto stile demenziale-satirico, e le analisi e le risposte lasciano ogni tanto perplessi, ogni tanto divertiti.
Le basi di animazione da cui muove Sausage Party sono anch’esse molto chiare, infatti è l’ennesimo film che si inserisce in quella corrente, inaugurata e portata avanti da Pixar, che investiga i sentimenti e ciò che accadrebbe se gli oggetti di uso comune provassero sentimenti ed avessero l’opportunità di vivere un’esperienza unica.

L’analisi – Sausage Party

La prima cosa che, in effetti, lascia sorpresi, è l’enorme cura nel disegno e nell’animazione riservata ai piccoli personaggi alimentari. In un genere in cui, infatti, questo è spesso l’aspetto più trascurato, Sausage Party brilla per cura del disegno, restituendo personaggi dalle movenze buffe e simpatiche, in effetti più adatti ad un cartone per bimbi; e animati meticolosamente. Se il profilo tecnico brilla, quello narrativo non va male, risultando si di cattivo gusto e sboccacciato come un buon film demenziale, ma mai esagerato.

Sausage Party nella realtà - Alessandro D'Andrea

Sausage Party…nella realtà

Vengono messe sotto la lente un’enormità di tematiche: lo scontro israeliano-palestinese, rappresentato da una focaccina Zaatar contrapposta ad una Ftira, una sorta di piada di origine araba, risolto quando i due alimenti hanno scoperto di essere entrambi follemente innamorati l’uno dell’altro per la loro reciproca stima dell’Hummus; l’abuso di stupefacenti, mostrato come vera chiave per capire il mondo, perché unico modo per entrare in contatto con tutti gli esseri viventi, anche quelli non considerati tali, come gli alimenti; o le continue parodie ad esponenti del cinema, della scienza, della politica e della storia; o ancora l’intrecciarsi di trame di film-pilastri della storia del cinema. Una vicenda niente male, quindi, come testimoniato anche dall’incasso al box office di Sausage Party, film costato 19 milioni di dollari, e arrivato ad incassare quasi 140 milioni di dollari. In questo calderone dissacrante e volgare, comunque divertente e simpatico, manca però la zampata finale. C’è tutto: droga, alcool, rapporti sfrenati e politica spicciola, ma manca il punto esclamativo, quella scena che faccia dire:

Ok, non è solamente un’accozzaglia buffa di luoghi comuni, ma offre qualcosa di inedito, che non ho mai visto in quel film o in quell’episodio.

Il problema è tutto qui: Sausage Party non affonda il colpo. Lo prepara, lo fa attendere, ma al culmine dell’azione non lo sfodera, rimanendo monco di un finale che grida vendetta, che avrebbe voluto essere più cattivo ed affilato, ma cui non è stata resa giustizia.

Hai visto Sausage Party? Che ne pensi? Ti è piaciuto o no? Dimmi qui nei commenti che ne pensi!

Ascolta la puntata andata in onda su Radio Budrio:

alessandrodandrea

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