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Ghostbusters – com’è? Va visto?

Ogni tanto, parlando di cinema, arriva il momento di porsi delle domande, e darsi delle risposte, come dice Marzullo. La domande sono due, e per essere precisi le espongo in sequenza:

  1. Alla fine, com’è ‘sto Ghostbusters?
  2. Alla fine, vale la pena andare a vedere ‘sto Ghostbusters?

ghostbusters 2

Partiamo dalle vicende narrate. Entriamo nelle vite di Abby ed Erin, due amiche e scrittrici quasi sconosciute che pubblicano un libro sui fantasmi, dove affermano che questi esistono realmente. Passano gli anni, le loro certezze mutano, e le loro strade si dividono. Se Erin ottiene un incarico come professoressa di fisica alla Columbia University, Abby continua a credere fermamente che “non possiamo essere soli, su questa terra”, e le teorie sull’esistenza degli spettri non l’abbandonano. Un giorno, però, il libro sui fantasmi fa capolino nuovamente nella vita delle due amiche, ma se per Abby questo non comporta problemi, per Erin è un vero cruccio. Lei, stimata ricercatrice e professoressa del razionale, si è lasciata scappare la propria firma su un libro che di razionale non ha nulla, su di una raccolta di paranormali fandonie. E’ il tracollo della sua carriera. Schernita e bistrattata, è costretta ad abbandonare il proprio ruolo, ma un’opportunità le si paventa.

“Ormai la mia carriera di insegnamento è morta e sepolta”

pensa

“E allora, perché non cogliere l’occasione? In fondo, non ho nulla da perdere!”

Nasce così una nuova ditta di acchiappafantasmi a New York, una città nuovamente invasa dagli spettri. In due però si va poco lontano, quindi la soluzione è assumere. Si aggiungono alla squadra altre due acchiappafantasmi: Jillian, ingegnere nucleare; e Patty, operaia della metropolitana di New York; e Kevin, interpretato da Thor, si, da Chris Hemsworth, segretario bello e muscoloso, ma dal QI di un panino al pollo fritto.

ghostbusters 1La prima, grande differenza, è evidente. Le acchiappafantasmi. Abby è interpretata da Melissa McCarthy; Erin da Kristen Wiig; Jillian da Kate McKinnon; e Patty da Leslie Jones. L’interpretazione delle 4 attrici è valida, ma è altalenante. Si alternano momenti in cui la squadra si presenta affiatata e ben amalgamata, e questa unione riesce addirittura a far emergere qualche tratto peculiare delle singole interpreti; mentre in altri frangenti sono davvero aliene le une dalle altre, senza un briciolo di ispirazione scenica. Oltre alle prestazioni non propriamente esaltanti, però, c’è un altro grande problema: Queste quattro acchiappafantasmi vengono guidate dal regista Paul Feig a recitare come maschi di sitcom, piuttosto che essere spronate a far emergere la loro interpretazione e visione di un personaggio come quello assegnatogli. Mi spiego meglio. E’ necessario far recitare una donna come un uomo da piccolo schermo americano, quindi con battute e allusioni al sesso telefonate e vecchie di anni, per farla essere una brava attrice? E’ necessario farle vestire i panni dell’anti-diva non particolarmente bella e appariscente, ma che punta tutto sulla simpatia (sporadica) e sull’intelligenza (non rinvenuta nel film), per farla essere una brava attrice? Il gioco dei ruoli prestampati va bene per un film che non ha mire particolari, che si accontenta di chiudere in parità, ma su un possibile blockbuster costato 144 milioni una dinamica del genere è inammissibile. Il regista ha proprio sbagliato, guidando queste attrici come burattini e vallette, anche se “condannate” a vestire il ruolo delle protagoniste. Andava lasciata molta più libertà e autenticità espressiva, ma pare che la linea di Feig non sia questa, e non solamente per le attrici.

ghostbusters 3Rivisitare un film come Ghostbusters può essere in due modi: Omaggiandolo, ergo inserendo piccoli camei ma stravolgendo completamente la storia, oppure facendone un remake, quindi cambiando il minimo indispensabile per dare una ventata d’aria fresca e una visione moderna della pellicola. Feig si è voluto tenere nel mezzo. Richiami invadenti alla pellicola del 1984 si mescolano a trovate nuove, alcune anche buone, che invece nulla hanno a che vedere con il film originale. Quello che sulla carta poteva sembrare un buon compromesso, sul grande schermo si è rivelato confusionario e senza una direzione precisa. La nave del nuovo Ghostbusters non procede, anzi si è incagliata, e a salvarla dall’andare a picco sono gli effetti speciali, davvero superlativi, e gli sprazzi di interpretazione autentica delle quattro attrici, che riescono a salvare la situazione. Bene Chris Hemsworth, che risulta simpatico nel ruolo di tonto segretario, pur finendo vittima della mania burattinistica di Feig, che non si spreme le meningi più di tanto e rilega anche Thor ad interpretare il ruolo della segretaria svampita, pur in salsa maschile. Alla domanda di “com’è ‘sto Ghostbusters” abbiamo ormai risposto, e la soluzione al secondo quesito è quanto mai semplice: risparmiate i soldi per altro.

Alessandro D’Andrea

Ascolta il podcast:

alessandrodandrea

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