E’ Fuocoammare il candidato agli Oscar 2017

Fuocoammare, di Gianfranco Rosi, è il film scelto dalla commissione dell’Anica per rappresentare l’Italia alla cerimonia degli Oscar 2017. Oggi, 26 settembre, l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive, l’ANICA appunto, si è riunita e la decisione è ricaduta sul film di più forte impatto mediatico e psicologico, l’unico vero film in lizza ad evere le carte in regola per ottenere un riconoscimento agli Academy Awards. Purtroppo però Fuocoammare è stato escluso a metà dicembre dalla lista dei partecipanti all’Oscar, per quanto però sia ancora in corsa per l’Oscar al miglior documentario.

Di Fuocoammare avevamo già parlato in occasione della giornata mondiale del rifugiato, insieme al film Terrafermae la recensione del film la trovate nell’articolo linkato. Oggi vediamo il perché Fuocoammare è una scelta giusta e meditata.

Fuocoammare

La competizione non era di certo facile. A tenere compagnia a Fuocoammare c’erano Lo chiamavano Jeeg Robot, pellicola davvero riuscita, ma che sarebbe andata a raccontare la storia di un supereroe agli americani, che sappiamo essere particolarmente “nazionalisti” in fatto di paladini della giustizia. C’era anche un film di grande successo come Perfetti sconosciuti, forse di aspetto “troppo italiano” per piacere ad un pubblico internazionale, già abituato a sentirsi raccontare i misfatti della tecnologia, per quanto la storia narrata da Genovese fosse di carattere piuttosto differente. Erano poi candidate le storie di stampo mafioso narrate da Suburra e da Pericle il nero; la prima intrisa delle vicende di Mafia Capitale, la seconda con protagonista un Riccardo Scamarcio criminale, legato ad un boss della Camorra; storie legate a vicende di prima attualità del nostro paese, ma che avrebbero forse perso la loro importanza in un mercato, quello americano, da sempre dedito ai Gangstar movie, con il pericolo reale di essere presi sottogamba. Certo non sarebbe mai stato candidato, ma se fosse uscito per tempo, sarebbe stato interessante vedere in gara anche Robinù, documentario di Michele Santoro sulla Paranza dei bambini, così come la chiama Saviano. Erano poi in lista Gli ultimi saranno gli ultimi, di Massimiliano Bruno, e Indivisibili di Edoardo De Angelis; ma Fuocoammare si rivela la scelta vincente agli Oscar 2017.

Perché Foucoammare?

Fuocoammare Oscar 2017Perché si tratta di una scelta davvero intelligente e furba. Candidare Fuocoammare agli Oscar 2017 significa candidare un film dall’altissimo impatto morale e etico, che non solo racconta come il cinema d’autore italiano sia davvero valido, ma che sprona la commissione a stelle e strisce a confrontarsi con un film che non è destinato ad accattivare il pubblico, perché racconta fatti non zuccherati, ma brutalmente veri.

Il dramma dei migranti è un argomento di tutto rispetto, e in un paese dove i festival indipendenti, uno su tutti il Sundance film festival, sono sempre più sotto i riflettori per le proposte di altissimo livello che vengono presentate a questi, basti pensare a Whiplash, ecco che un film come Fuocoammare si inserisce alla perfezione nel contesto di rinnovamento del cinema americano. A chiudere poi il piatto, basta aggiungere che il film uscirà in questi giorni negli Stati Uniti, e questo sarà di certo un grande elemento di sprone per il pubblico e per l’eventuale premio della pellicola.

Auguro un grande in bocca al lupo a Gianfranco Rosi per la sua auspicata partecipazione, e spero di vedere un film di grande spessore trionfare agli Oscar 2017.

P.S. Vi consiglio vivamente la visione di una bellissima intervista, realizzata da Corrado Formigli durante la trasmissione Piazzapulita, su La7, in cui Gianfranco Rosi illustra cos’ha visto e provato filmando Fuocoammare.

UPDATE 05/11/2016: Fuocoammare ha ottenuto un altro grande risultato, è infatti il candidato per l’Italia agli European Film Award. La cerimonia si terrà il 10 dicembre, e voglio rinnovare il mio In bocca al lupo a Gianfranco Rosi, perché possa portare al trionfo un film che rappresenta l’Europa e merita quindi la vittoria.

Alessandro D’Andrea

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