Tiro…e gol! Speciale Europei

Gli europei sono nel pieno del loro svolgimento, e a Puerto Escondido è giunto il momento di parlare di calcio! Due film: uno a dire poco unico, una fusione di arti marziali e gioco del calcio che sembra mettere sullo schermo un sogno proibito di un artista manga giapponese, Shaolin soccer, film del 2001 diretto da Stephen Chaw, seguito da un film più serio, che accosta grandi campioni del cinema come Sylvester Stallone e Michael Caine a un grande campione del calcio, Pelé, nel film Fuga per la vittoria, pellicola del 1981 diretta da John Huston.

Shaolin soccer
Fong, uno dei più grandi calciatori del calcio cinese, viene allontanato dal gioco a causa delle scommesse fatte sulle partite e sui guai ad esse connessi, e si trova e ridotto al vagabondaggio ormai da anni. Nel suo girovagare quotidiano incontra uno studente di Shaolin kung-fu, Sing, grande esperto di kung-fu, amareggiato dal fatto che la gente si disinteressi totalmente delle arti marziali, vero patrimonio sportivo e culturale cinese, che cerca di trovare il modo di renderle interessanti per il pubblico attuale. Per il primo, la vita è dura e senza lavoro, ma con la passione del calcio ancora nel cuore; per il secondo va meglio, ma il peso della frustrazione del vedere le sue amate discipline sportive ignorate e schiacciate è davvero difficile da sopportare. Quale può essere la soluzione? Una soluzione che unisca la forza e la tradizione del kung-fu alla popolarità del calcio. Uno sguardo fa nascere l’intesa: la squadra del Real Shaolin: Fong potrà prendersi la rivincita sui suoi detrattori, e Sing avrà una formidabile pubblicità per il suo amato kung-fu. Il film ha riscosso un buon successo di pubblico in tutto il mondo, ma la visione estremo orientale del calcio non è di certo la preferita nel vecchio continente, motivo per cui, dopo l’uscita del film nel 2001, il sequel qui non è mai arrivato, anche se in Giappone Shaolin girl non è andato poi così male. La versione europea del film è stata tagliata di una ventina di minuti rispetto alla versione orientale, però ha visto le partecipazioni di alcuni protagonisti della Serie A italiana, che hanno devoluto il loro compenso in beneficenza. Che dire, un film senz’altro interessante che di certo può spuntare più di un posto nelle collezioni di DVD di un appassionato, anche se non so se pagherei il biglietto del cinema per andarlo a vedere, se fosse ancora in programmazione.

Fuga per la vittoria

Seconda guerra mondiale, campo di prigionia tedesco, 1941. Coordinate temporali e spaziali potrebbero far pensare a tutto, meno che al calcio. Il maggiore Von Steiner sta passando in rassegna i nuovi prigionieri, quando…

”Colby….John Colby, il capitano del West Ham e giocatore della nazionale inglese John Colby! Che peccato che le circostanze non ci permettano di parlare di calcio!”.

Queste circa le parole del maggiore tedesco, con un passato da calciatore nella nazionale tedesca. Certo, non potranno trascorrere il loro tempo parlando di calcio, ma al maggiore lo sport manca, e gli sovviene un’idea a dir poco originale: una partita tra una delegazione tedesca e una alleata! La squadra prigioniera ne è ben cosciente: la partita sarà pilotata e strumentalizzata, ma il capitano Colby ha un asso nella manica, i suoi prigionieri. Tra i reclusi, infatti, può vantare diversi ex giocatori di calcio, oggi soldati, agguerriti sul campo di battaglia e sul campo di gioco. Una volta arrivati alla partita, però, la squadra alleata ha la conferma di quanto sospettava: la sfida non è altro che una pagliacciata per celebrare la forza tedesca, e la vittoria nel match verrà caricata di significati extra-sportivi. O almeno, questa pare l’evidenza dei fatti, ma potrebbe esserci altro, qualche aspetto che i tedeschi non hanno considerato. Si sa, in Europa ogni paese ha avuto i propri moti di resistenza…
La particolarità di questo film è che per interpretare le parti dei calciatori alleati sono stati chiamati nel cast numerosi atleti professionisti di fama internazionale: Pelé; Bobby Moore, capitano della nazionale inglese campione del mondo nel 1966; il belga Van Himst, il polacco Deyna, l’argentino Ardiles, e altri ancora. Ci sono solo due giocatori che non hanno mai avuto modo di distinguersi sul campo: Sylvester Stallone, che interpreta un soldato canadese catturato durante il raid e che, come accade a scuola ai bimbi meno brillanti con i piedi, finisce in porta; e il capitano Colby, interpretato da Michael Caine. Per questo ruolo, Sylvester Stallone fu allenato dal portiere Gordon Banks, e durante la preparazione si ruppe un dito per parare un potente tiro di Pelé, e si slogò una spalla per girare le scene delle parate senza controfigura. Insomma, ha riportato più ferite che nei suoi film d’azione!

Alessandro D’Andrea

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