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L’Era Glaciale – In rotta di collisione

Il quinto capitolo della saga de L’Era Glaciale è uscito nelle sale italiane il 22 agosto, e nonostante il successo dei precedenti capitoli, si comincia a respirare un’aria stantia, come quella che invade le narici entrando in una casa chiusa da anni. I nostri paladini sono rimasti immutati, e ad aprire il film troviamo sempre Scrat, come ogni fan aspettava.

Era Glaciale - personaggi

Il roditore avvia accidentalmente una navicella spaziale, e si lancia nello spazio con la sua ghianda. Per inseguirla scatena una serie di reazioni che influenzeranno il pianeta Terra, in modo del tutto casuale. Insomma, una classica mossa alla Scrat. Mentre sul pianeta la serenità sembra essersi instaurata, un nuovo pericolo naturale si prepara a infrangerla. Ognuno è preso da se stesso e dai propri problemi familiari. Manny affronta Julian, il fidanzato di Pesca, che agli occhi del padre è ancora una bambina. Diego, sposatosi da poco, sta cercando di capire se sarà un buon padre dato che tutti i cuccioli si spaventano di lui e Shira; e Sid è stato appena lasciato, sembra che l’amore non faccia per lui e l’unica a non lasciarlo è sempre la sfortuna. I nostri amici sono sopravvissuti alla glaciazione, hanno mostrato ai bambini, nei loro modi buffi e non del tutto aderenti alla realtà, cos’è la preistoria, ma non è tanto la scienza a interessare il pubblico, quanto i loro sentimenti, le scelte, i loro valori e soprattutto i loro caratteri; ovvero ciò che ha reso l’Era Glaciale una grande e affermata saga.

Era Glaciale - Diego

Da buon cartone animato, L’era glaciale 5 riesce ad affascinare e divertire, senza troppo sforzo, i più piccoli. I problemi cominciano in seguito. Far apprezzare questo quinto episodio agli adulti affascinati e divertiti dal primo, o ai bambini che, nel frattempo, sono cresciuti, è una sfida troppo ardua per l’ultimo atto della pellicola, che rivela una struttura piatta e senza differenti livelli. Le sorprese latitano, e le spiegazioni sono semplicistiche. Insomma, la trama vera e propria c’è, quello che manca è la sgrezzatura della materia, un instradamento che avrebbe reso la storia appetibile e sensata anche per i più grandi. Niente sorprese o sub-trame articolate, quindi, ma quel che è peggio, è che sembra che ci sia fretta di chiudere. Si prenda ad esempio uno degli elementi portati dalla minaccia che sta per abbattersi sul Pianeta Terra: L’elettricità. Provate a usare l’immaginazione per dieci minuti: quante gag vi vengono in mentre accoppiando l’elettricità a tre animali preistorici che non l’hanno mai vista prima? Ecco, questo è solamente un esempio di ciò che si sarebbe potuto fare e, invece, non è presente. Se si esclude far arruffare il pelo degli animali, ovvero ciò che potrebbe accadere con una normale lampada al plasma, non accade proprio nulla!

Era Glaciale Scrat

Corriamo allora verso il finale, verso la risoluzione della vicenda, dietro a Buck che ha capito cosa sta succedendo, dietro gli altri che affrontano un vulcano senza rischi per la propria vita. Arriviamo lì, sul vulcano, e senza neanche troppa fatica ecco l’epilogo. Insomma, manca troppa cura nella storia per dire di poter apprezzare questa pellicola. Ciò che invece non si può proprio criticare è la fotografia e la grafica, di livello davvero eccezionale. La cura e la ricerca tecnica sono il fiore all’occhiello di questo film, anzi, a voler essere sinceri, sono l’unico elemento in grado di far galleggiare sulla sufficienza la pellicola. Male i registi e gli sceneggiatori quindi, che dovranno rivedere le loro scelte e fermarsi a riflettere, questa volta per davvero, su ciò che è da mostrare nel sesto capitolo.

Alessandro D’Andrea

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alessandrodandrea

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