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Elezioni USA – Ne parla anche il cinema

Le Elezioni USA sono nel vivo, e per quanto la febbre elettorale non sia ai livelli dello scontro Obama – McCain, tutti ne parlano. Hillary Clinton e Donald Trump sono i protagonisti delle vere elezioni USA, ma ne parla anche Puerto Escondido, come sempre parlando di cinema e, per l’occasione, il filo rosso sono i film che hanno come nocciolo la campagna elettorale USA!

Elezioni USA - L'uomo dell'anno

L’uomo dell’anno è un film del 2006 diretto da Barry Levinson. Tom Dobbs è il popolarissimo conduttore di un talk show comico e politico, uno di quelli che negli USA fanno davvero tanto successo, un po’come il Saturday Night Live; e che hanno reso grandi gli uomini al comando di questi spettacoli, come Jay Leno o David Letterman. La franchezza, l’onestà e la capacità di attrarre il pubblico di Tom gli valgono davvero tanti ascolti, ma c’è di più. Agli Stati Uniti mancano proprio onestà e trasparenza, la stessa onestà e la stessa trasparenza che, invece, in Tom abbondano. Ed è così che, spinto dai propri spettatori e dal proprio manager, Jack Menken, interpretato alla grande da Christopher Walken, Tom decide di candidarsi come indipendente alla presidenza degli Stati Uniti d’America. La sua popolarità è alle stelle, ed anche l’appoggio di cui gode da parte di tutte le classi sociali. Tom è un comunicatore trasversale, che propone idee valide e buone per tutti, non solamente per una determinata cerchia di elettori, o per il fronte repubblicano o democratico. La spinta per Tom è grande, ma basterà per farlo sedere sulla poltrona più importante al mondo?

Elezioni USA - L'uomo dell'anno 2

Il film è stato girato a Toronto, ad Hamilton in Ontario e in parte a Washington. Inizialmente il regista Barry Levinson aveva pensato ad Howard Stern per il ruolo di Tom Dobbs, ma questo, impossibilitato a conciliare gli impegni già presi con i tempi delle riprese, dovette rinunciare. Altra nota curiosa è che, nel film, non mancano i riferimenti alle stranezze politiche straniere, ed in particolare, per quanto riguarda il nostro paese, si parla dell’elezione di una deputata che, di professione, svolge il lavoro di pornoattrice. Pensare a Cicciolina, eletta all’epoca tra le fila dei radicali, è inevitabile. L’uomo dell’anno è un film che tutti i buoni appassionati di Robin Williams dovrebbero aver visto, e questo nonostante siano presenti opinioni contrastanti sulla pellicola. Il film pare infatti essere diviso in due parti, una prima parte in cui la tensione e l’entusiasmo sono sempre crescenti, ed una seconda in cui, invece, manca la forza trainante del primo. La risposta a questa critica, però, è presto detta: un avvenimento importante divide a metà il film, che quindi deve mutare la propria sostanza e perdere parte della forza trascinante di Robin Williams, per dare invece risalto alla critica sociale. Film davvero da vedere o rivedere aspettando la notte delle elezioni USA.

Elezioni USA - Il rapporto Pelican

Il rapporto Pelican è invece un complesso thriller del 1993 diretto da Alan Pakula, basato sul libro di John Grisham. Darby Shaw, interpretata da Julia Roberts, è una studentessa di legge che si trova ad avere a che fare con due morti cruente e sospette, i cui responsabili non sono mai stati scoperti: Si tratta di due giudici della Corte Suprema, il giudice Rosenberg, ucciso con un colpo di pistola; ed il giudice Jensen, ucciso in un cinema hard. Il rapporto della studentessa ipotizza che, dietro gli omicidi, ci sia la mano di un potente industriale che aveva finanziato la campagna elettorale del presidente in carica degli Stati Uniti, e coinvolge anche la stampa grazie a Gray Grantham, giornalista del Washington Herald, interpretato da Denzel Washington. Forse la giovane Darby ha scoperto qualcosa che non doveva venire a galla, e di certo qualche potente si muoverà per farle chiudere la bocca.

Forse per sempre.

Un film che non fa della suspance il proprio punto di forza, purtroppo. Il tutto pare piatto e senza eccessiva motivazione da parte del regista, ed è un vero peccato, perché sarebbe bastato sfruttare meglio il romanzo che fa da soggetto a questo film per ricavarne materia viva e pulsante. Occasione sfumata, peccato.

Hai altri film da suggerire per passare cinematograficamente queste elezioni USA? Parlane nei commenti!!

Alessandro D’Andrea

Ascolta il podcast:

alessandrodandrea

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