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Desideri – Specchio delle mie brame…

Quante volte avete espresso almeno uno dei vostri desideri? Per prendere un bel voto, perché andasse bene un colloquio o una questione di lavoro, perché la persona che faceva battere il vostro cuore vi desse almeno un segno della sua consapevolezza della vostra esistenza (almeno quello!). I desideri sono il filo rosso di oggi, e la cinematografia si è sprecata. Non esistono periodi o decenni senza un film che abbia come chiave di volta proprio i desideri. Potremmo cominciare parlando degli anni ’50, del 1953, per essere precisi, e della pellicola americana intitolata Storia di 3 amori in cui, nel secondo episodio, un bambino di 11 diventerà magicamente adulto, ma fino alla mezzanotte del giorno stesso. Mezzanotte? Un po’come il desiderio di Cenerentola di poter andare al ballo. Venendo ai tempi più recenti, si può parlare di Big, film del 1988 con Tom Hanks in cui il piccolo Josh, bambino preso in giro dai suoi compagni, vuole abbandonare la sua condizione di preadolescente e diventare un adulto. Curiosamente, solo sei mesi prima era uscito in Italia un altro film, intitolato Da grande, che si pensa essere il film cui i creatori di Big si fossero ispirati per creare la loro pellicola, facendone quasi una sorta di remake. Volendo poi parlare di un’altra pellicola, simpatica e più al passo con i tempi, troviamo 30 anni in un secondo, film del 2004 diretto da Gary Winick e con protagonisti Jennifer Garner e Mark Ruffalo. Nella selva di film che hanno la loro chiave di volta nei desideri, ho scelto di parlarvi di questo.

30 anni in un secondo

30 anni in un secondo - desideri

30 anni in un secondo racconta la storia di una bambina, Jenna Rink, simpatica e allegra, e presentandola così è chiaro che, purtroppo per lei, la bellezza non è invece una sua dote. Jenna, al pari di tutte le ragazze della sua età, comincia a scontrarsi con i sentimenti e i problemi del mondo degli adulti, e nulla può fare né per conquistare Chris, il bello della scuola, né per liberarsi dalle umiliazioni inflittele dal “sestetto” gruppo di sei ragazzine ultrapopolari e con tendenze da fashion blogger che la prendono in giro. La popolarità prima di tutto, però, e se il prezzo da pagare per entrare nel “sestetto” dev’essere costituito da umiliazioni e da piedi messi in testa, che sia. L’importante è la popolarità. Così facendo, però, Jenna non si rende conto della fortuna che ha ad avere Matt, ragazzino che abita nella casa di fronte e perdutamente innamorato di lei. Matt è pieno d’attenzioni per lei, ma il suo essere considerato uno “sfigato” da parte del sestetto porta Jenna ad allontanarlo da lei nella vana speranza che, così facendo, le ragazze del gruppo la considerino di più. La chiave di volta è una festa di compleanno, dove Jenna ottiene che le 6 ragazze passino a casa sua in cambio di una ricerca, e con la promessa di portarsi dietro anche Chris la convincono ad accettare. Quello che però Jenna non immagina, ma che sarebbe stato chiaro a chiunque, è che queste ragazze si muovano solamente per il proprio tornaconto, e ottenuta la ricerca, ingannano Jenna con il gioco dei “7 minuti in paradiso”, e spediscono Matt nello sgabuzzino con lei. Lui è radioso, contentissimo, davvero non ci può credere, e così anche lei, ma i due significati di “non poterci credere” sono decisamente diversi. Jenna infatti respinge Matt e senza mezzi termini lo caccia, chiudendosi nello sgabuzzino e desiderando con tutte le sue forze di diventare grande per abbandonare quella vita da ragazzina, con tutte le difficoltà e le sfortune annesse. Chi non lo ha fatto? Quello che non sa, però, è che c’è qualcosa di particolare in quello sgabuzzino e, al suo risveglio, Jenna se ne accorge eccome. E’ in un’altra casa, in un’altra città, con un’altra età…e con un uomo grande che gira per casa mezzo nudo!

Mark Ruffalo - desideri

La trama raccontata finora è veramente essenziale, e vuole esserlo, proprio per evitare che qualcuno possa farsi un’idea sul finale o sullo svolgimento del film. Rispetto alla storia che, diciamolo, potrebbe sembrare banale e telefonata, ovvero le vicende di una ragazzina che, dopo “un’inconveniente” fa di tutto per tornare bambina, ci viene proposta un’altra versione, decisamente più interessante e matura, cinematograficamente parlando. Non solo lo sviluppo è diverso, ma verranno introdotte varie sub-trame volte a far emergere differenti lati di Jenna, e la scelta degli sceneggiatori di farci scoprire insieme a lei com’è diventata da trentenne, anziché mostrarcela già conscia del suo comportamento e del suo modo d’essere, si è rivelata una carta vincente. Menzione speciale per la colonna sonora, che pesca a piene mani dagli anni ’80 brani storici come Thriller, di Michael Jackson; I wanna dance with somebody, di Whitney Houston; o ancora Crazy for you, di Madonna. Molto valida anche la recitazione degli attori, più facile quella di Mark Ruffalo, più difficile invece la parte di Jennifer Garner che, nonostante qualche momento di fuorviante maturità, riesce a impersonare bene una tredicenne persa nel mondo dei grandi. Sicuramente un film da cercare e raccomandato per passare una serata in famiglia, o anche per una coppia che avesse voglia di un film si romantico, ma divertente e non smielato.

Da grande

Ne abbiamo parlato velatamente prima, ora è il momento di vedere meglio di che si tratta. Da grande è un film del 1987, diretto da Franco Amurri, con Renato Pozzetto e Giulia Boschi. Veniamo lanciati nella vita di Marco, bambino di 8 anni. Il giorno del suo compleanno, Marco attende con ansia il regalo dei suoi desideri: un grande Lego, che il padre Claudio gli aveva promesso. L’attesa è tuttavia inutile, perché il padre, a causa di problemi economici, non può permettersi il giocattolo, e come se non bastasse, nel giorno della sua festa, Marco litiga in maniera forte anche con Silvietta, sua antipatica sorella. E’ troppo per una giornata sola, e per giunta nella giornata del suo compleanno!! Marco non ne può più! Scappa in camera, piange, lancia in terra tutti i suoi giocattoli ed esprime un desiderio: “Voglio diventare grande!”

Luce del mistero - desideri

Una luce lo sorprende. Certo, capita a tutti di dire di voler diventare grandi, ma a quanti appare una forte luce bianca, dopo aver espresso il desiderio? E quanti, dopo aver visto questa luce, possono affermare di essersi trovati, senza una ragione razionalmente spiegabile, nel corpo di un quarantenne? Già, ma passare da 8 a 40 anni di colpo non è cosa da poco, e soprattutto non è facile per Marco gestire il cambiamento! Decide così di scappare e di recarsi da Francesca, la maestra della scuola, per la quale nutre segretamente un sentimento amoroso. Francesca lo accoglie, certo fatica a credere che questo sconosciuto possa essere chi dice di essere, ma se non altro Marco ha ora un tetto sopra la testa, una cosa dove poter trovare rifugio, e una coinquilina amorevole che lo tratta con le attenzioni di una madre. Certo, per Francesca, le cose sono un po’diverse, non ha intenzione di fare da mamma a nessuno…

Renato Pozzetto - Desideri

Da grande è un film che ha ottenuto un buon successo di pubblico e critica, e infatti per questo film Stefano Sudriè e Franco Amurri vinsero il Nastro d’argento, assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, come Migliore Soggetto Originale del 1988. Oltre a Renato Pozzetto, recita appunto Giulia Boschi, che nel 2001 ha deciso di interrompere la sua carriera da attrice per dedicarsi all’insegnamento accademico della medicina tradizionale cinese. Oltre a questi 2 attori, nel film compaiono anche altri visi noti, o che lo diventeranno, come Ilary Blasi, allora solo una allegra bambina bionda; Marco Vivio, oggi attore e doppiatore; e Susan Sarandon, che “recita” un cameo, vedendo il film capirete il perché delle virgolette, allora moglie di Franco Amurri, il regista. Superfluo dire che, come tanti film di Renato Pozzetto, anche questo ha registrato davvero un buon risultato di pubblico e critica, e i sei miliardi e più di lire incassate lo testimoniano. L’umorismo di Pozzetto è sempre amato, e questa pellicola, dunque, non fa eccezione.

Alessandro D’Andrea

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alessandrodandrea

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