Guantoni – La morte di Cassius Clay

Chi ama lo sport lo sa: quest’estate sarà importante. Tra pochi giorni, una Francia sommersa dall’acqua dovrebbe ospitare gli Europei di calcio; mentre ad agosto tutti gli occhi saranno puntati sul Brasile e sulle Olimpiadi. Ad oggi però l’evento di primo piano è un altro.

Il mito: Cassius Clay

Si tratta della morte di Cassius Clay, pugile che ha fatto la storia di questo sport e non solo, perché importante anche per la politica e nella lotta al razzismo, riprendendo le posizioni di Martin Luther King e Malcom X, e professando il ritorno alle radici per tutti i neri d’America, deportati durante il colonialismo nel ‘600. La filmografia ha parlato spesso di boxe, e oggi, in memoria di Cassius Clay, ne parliamo con due film iconici: cominciamo con Cinderella man, film del 2005 di Ron Howard ispirato alla vera storia dell’ex campione dei pesi massimi James J. Braddock, che aveva questo soprannome; e Million dollar baby, film del 2004  diretto, interpretato e prodotto da Clint Eastwood.

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Jim Braddock è un giovane irlandese cresciuto nelle strade. È una promessa della boxe nella categoria dei massimi leggeri, ma si trova costretto a smettere dopo aver perso numerosi incontri ed essersi fratturato più volte la mano destra. La sfortuna, tuttavia, non colpisce solamente Jim. In America imperversa la Grande Depressione, e dopo il ritiro Jim è costretto a svolgere gli stessi lavori umili dei propri connazionali per sfamare la sua famiglia. Il porto diviene la sua casa, ma il sogno di ritornare ad essere una stella della box non lo abbandona, e il destino ha in serbo per lui una curiosa occasione di riscatto. Grazie alla cancellazione all’ultimo minuto dell’impegno di un altro pugile, Braddock ha una seconda possibilità per combattere, ma l’avversario è a dire poco ostico:  il numero 2 del pugilato mondiale. Il film è stato interamente girato a Toronto, camuffata a dovere per assomigliare alla New York degli anni ’30, usando insegne false, semafori ed automobili del periodo; girando tutte le scene di notte per lasciare libera la città di vivere la propria frenetica esistenza durante il giorno. Nonostante il cast di grande livello, il film non ha ottenuto alcun riconoscimento importante, se si escludono un paio di premi andati a Paul Giamatti come miglior attore non protagonista. È un vero peccato, perché il film davvero merita di essere visto. Per carità, non dico sia un titolone imperdibile, ma avrebbe meritato molto più successo di quello avuto.
Million dollar baby

Million dollar baby è invece la storia di una donna, Maggie Fitzgerald, con un desiderio particolare e a dire poco curioso: farsi allenare e divenire una boxer. Un desiderio del genere lascia sbigottito Frankie Dunn, interpretato da Clint Eastwood, vecchio allenatore e manager di boxe con una grande preparazione tecnica, non accompagnata però da un grande fiuto per gli affari. Frankie rifiuta inizialmente di allenare Maggie, interpretata da Hilary Swank, per il semplice fatto di essere una ragazza, a dire poco un elemento frastornante per il vecchio Frankie, tuttavia poi accetta, colpito dalla grande grinta e voglia di fare dimostrata dalla giovane. Gli allenamenti non sono facili, ma Frankie si accorge di un’altra cosa: Maggie è brava. Maggie è dannatamente brava!! E c’è qualcos’altro che li accomuna. Se a Maggie mancano un padre e una madre, a Frankie manca una figlia, e per nessuno dei due in senso letterale, e così entrambi cominciano a rimarginare le proprie ferite grazie agli allenamenti. Maggie ha finalmente una persona che la guida e si prende cura di lei come un padre, mentre Frankie riesce ad esprimere il proprio affetto e la propria cura verso una giovane ragazza come Maggie, soddisfacendo così un istinto paterno sempre sperimentato ma da cui mai ha avuto una soddisfazione. Intanto la preparazione della giovane continua, e tra un incontro e l’altro il loro affetto cresce, e Frankie la chiama Mo Cùishle, una parola gaelica, in un film che fa dei riferimenti all’Irlanda la propria caratteristica peculiare. I cognomi Duff e Fitzgerald sono di origine irlandese, e altrettanto caratterizzanti sono gli sporadici omaggi della pellicola alla “Terra verde”. Con riconoscimenti decisamente migliori rispetto al precedente, Million dollar baby ha ottenuto ben 4 statuette alla cerimonia degli Oscar del 2005, vincendo miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior attrice protagonista; ottenendo anche le statuette per il miglior film e la miglior attrice protagonista alla cerimonia dei Golden Globe. Inutile dire che ci troviamo di fronte ad un film che ha fatto la storia e ha scritto davvero una delle pagine più significative e toccanti del cinema dell’inizio degli anni 2000, imperdibile per chi ama lo sport della boxe e ha voglia di sentirsi raccontare una storia differente, ma anche per chi ama i film più toccanti e profondi, perché ne Million dollar baby i pugni non saranno l’unica cosa a colpire e lasciare lividi.

Alessandro D’Andrea

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