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Happy birthday to you! Tom Hanks e Lino Banfi

Cosa condividono Lino Banfi e Tom Hanks? Beh, di certo non la forma fisica, e nemmeno la nazionalità. Sulle passioni non saprei, ma ne dubito fortemente. Dunque cosa? Il giorno di nascita! Il 9 di luglio. E quali film possono rappresentare queste due colonne del cinema se non Forrest Gump e, per quanto concerne Lino Banfi, L’allenatore nel pallone, con la mitica figura di Oronzo Canà?

Forrest...ma davvero?

Tom Hanks: Forrest Gump

Il delicato Forrest Gump narra la storia di Forrest, Forrest Gump appunto, bambino americano dell’Alabama, giudicato dal sistema scolastico americano troppo stupido per essere istruito. Le difficoltà del bimbo però non scoraggiano la madre, che sogna per il figlio una vita normale e sostiene che debba avere le stesse possibilità degli altri, fino a spingersi a gesti davvero estremi per far frequentare al proprio pargolo la scuola. Con un incipit del genere, è difficile immaginare un proseguimento allegro, ma “mai arrendersi” sembra essere il sottotitolo della pellicola. Non si vede diverso o inferiore agli altri ragazzi, e il suo ritardo mentale gli permette di mantenere la trasparenza e l’innocenza dei bambini. La sua vita si divide tra le difficoltà nel rapporto con i compagni prima e con le altre persone poi, nel suo essere incompleto per la mancanza del padre, ma tutte queste difficoltà non gli impediscono di partire per la guerra. La guerra, una realtà in cui le persone trovano la morte, e in cui invece Forrest trova un amico, Bubba, e soprattutto un padre, il tenente Dan, alla guida della sua compagnia. C’è poi spazio anche per l’amore, per Jenny, che Forrest insegue fin da piccolo e il cui amore, nonostante la ragazza lo illuda in più di un’occasione, rimane forte e sincero, proprio come quello dei bambini.

Forrest Gump

Non è semplice parlare di un film come Forrest Gump, in primo luogo perché non è un film per niente leggero, e alcuni passaggi richiedono una tazza di caffè. Superato questo primo scoglio, tuttavia, si riesce finalmente ad addentrarsi nel mood della pellicola, e a godersi la storia narrata dal regista. L’innocenza di Forrest è la chiave di volta, e serve sforzarsi per leggere il mondo come lo legge il protagonista, che altro non è se non il mondo visto dai bambini. L’innocenza, la trasparenza e l’ingenuità dei piccoli sono elementi completamente estranei al mondo degli adulti, e proprio questa lontananza rende il film abbastanza impegnativo da seguire. Lo sforzo mentale richiesto non è di certo dei più leggeri.

Dal film sono state poi tratte frasi famosissime, come:

Stupido è chi lo stupido fa.

o ancora

La vita è come una scatola di cioccolatini: Non sai mai quello che ti capita.

Continuando a parlare di riconoscimenti, questa volta riconosciuti da un Academy e da una statuetta, il film ha vinto 6 Oscar, tra cui Miglior fim e miglior regia, e per tentare di raccogliere ancora frutti dal successo della pellicola i produttori della Paramount avevano pensato anche ad un sequel, basato sul libro Gump & Co, seguito del romanzo Forrest Gump di Winston Groom, ma il progetto si è poi arenato dopo l’attentato alle torri gemelle.

Lino Banfi: L’allenatore nel pallone

Oronzo Canà - Lino Banfi

L’altro compleanno di oggi è decisamente meno impegnativo da celebrare, e chi ha amato le commedie italiane, e i film italiani in generale, di serie b o pulp, per dirlo in maniera meno aggressiva, non può non conoscere L’allenatore nel pallone, commedia leggera del 1984 diretta da Sergio Martino e con al centro la figura mitica di Oronzo Canà, leggendario e rivoluzionario allenatore della Longobarda, l’uomo del 5-5-5. Qualcuno ha parlato di moduli fluidi? Non vorrete mica sostenere che Oronzo Canà abbia inventato il calcio moderno? Beh, magari detta così è un po’fuori luogo, ma non si è molto lontani dalla verità, e la pellicola sembra davvero una previsione del calcio dei nostri anni. Tra i già citati moduli fluidi, le trattative globali per assicurarsi campioni misconosciuti e dalle prestazioni straordinarie, e le dirigenze truffaldine, sembra veramente di fare un viaggio nel futuro, perché no, anche in questi europei. Lo sanno bene squadre come l’Italia o la Francia, nazionali con una formazione da tutti sottovalutata, ma con uno spogliatoio compatto e coeso, che ha permesso ad entrambe le nazioni di farsi valere, pur non avendo vinto. E’ questa la magia di Canà, prendere sulle spalle una squadra disastrata e su cui nessuno avrebbe scommesso nulla, e mantenerla in Serie A. Nessuno avrebbe pensato di poter vedere questa piccola squadretta giocarsela con le big, ma è accaduto. Qualcuno pensa a Sassuolo e Carpi? Perché no? Il paragone non è sbagliato.

Oronzo 2 - Lino Banfi

A proposito di big, il big della squadra è senz’altro Aristoteles, giocatore brasiliano fortissimo ma che tende a deprimersi facilmente. La stella della Longobarda è interpretata da Urs Althaus, attore, imprenditore, modello e ex-calciatore nato in Svizzera, nel cantone di Zurigo. Rimanendo nel reparto “stelle”, non si può non parlare della musica. La colonna sonora è infatti stata curata da esperti del settore, i fratelli De Angelis, che hanno collaborato moltissimo anche nei film di Bud Spencer e Terence Hill. Esatto, proprio loro, gli Oliver Onions. Come capire che questo film è rimasto nella mente di più di una generazione? Basta cercare il sequel, arrivato dopo ben 24 anni dal primo capitolo, segno che nessuno ha dimenticato le vicende della Longobarda, di Aristoteles e di Oronzo Canà.

Alessandro D’Andrea

Ascolta il podcast:

alessandrodandrea

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